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L'ipertensione arteriosa è un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa nella circolazione sistemica. Per pressione massima si intende la pressione sistolica, cioè quella sviluppata durante le sistole cardiaca, mentre per pressione minima si intende la pressione diastolica, cioè quella sviluppata durante la diastole cardiaca.
In base alle ultime linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si parla di:
inoltre associando a questa categoria di fattori di rischio:
Quando la pressione sistolica e la pressione diastolica non possono essere ricondotte ad una sola categoria, si considera la categoria più alta. La valutazione deve essere fatta tenendo conto dell'età del soggetto, poiché la pressione arteriosa tende a crescere con l'età: nei pazienti anziani viene considerata normale una pressione sistolica di 140/150 mmHg Quando l'aumento è a carattere instabile o momentaneo si parla di semplice reazione pressoria. Ci sono due forme di ipertensione arteriosa:
Cause di Ipertensione Arteriosa Secondaria
ComplicanzeLa malattia ipertensiva è responsabile della diminuzione delle aspettative di vita dei pazienti affetti. I disturbi provocati dall'ipertensione gravano sugli organi vitali: cervello, cuore, retina, vasi arteriosi e rene. Effetti sul cuoreIn un primo tempo si ha ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro, in seguito il ventricolo sinistro si dilata e sopraggiunge l'ipertrofia eccentrica, con possibile scompenso emodinamico. Inoltre l'aumento della massa cardiaca espone a maggior rischio di ischemia cardiaca e morte cardiaca improvvisa. Effetti sul sistema nervoso centraleSclerosi vasale, microaneurismi con possibile rottura ed emorragia intracranica, mal di testa, vertigini, sincope. Effetti sulla retinaRestringimento e sclerosi arteriolare diffusa, con aree ischemiche, microaneurismi e dilatazione capillare. Questo comporta diminuzione del visus. Effetti sui reniProgressiva sclerosi dei vasi intrarenali con diminuzione della filtrazione glomerulare e conseguente riduzione della funzionalità dell'organo, fino all'insufficienza renale Effetti sui vasi arteriosiAterosclerosi e microaneurismi. EpidemiologiaSu scala planetaria, l'ipertensione risulta la terza causa di inabilità dopo la malnutrizione e il tabagismo, e precede in tale classifica la penuria di risorse idriche e la sedentarietà. Le stime più recenti indicano che in Italia il 21 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne presentano valori di pressione arteriosa al di sopra del normale, il che significa in Italia oltre 10 milioni di persone ipertese. DiagnosiL'ipertensione arteriosa, soprattutto nelle fasi iniziali, non produce dei sintomi caratteristici e facilmente riconoscibili: l'unico modo per scoprire di essere ipertesi è quello di controllare costantemente la pressione. Per un adulto sano e senza altri disturbi associati, un controllo annuale è sufficiente. Terapia farmacologicaEsistono numerose classi di farmaci, chiamati farmaci antipertensivi, in grado di ridurre la pressione arteriosa mediante vari meccanismi. Il razionale dell'utilizzo di farmaci che riducano la pressione arteriosa è l'evidenza che la riduzione anche di pochi mmHg della pressione arteriosa è in grado di ridurre il rischio di eventi vascolari come l'ictus ischemico o l'infarto miocardico acuto o la progressione del danno d'organo legato all'ipertensione arteriosa. Il target pressorio che deve essere raggiunto nel paziente trattato è oggi identificato nei seguenti livelli tensivi: < 140/90 mmHg nell'iperteso non complicato, < 130/80 mmHg nell'iperteso che sia anche affetto da diabete mellito o insufficienza renale cronica[1]. Le principali classi di farmaci antiipertensivi attualmente utilizzate sono:
Tutte le molecole citate possono essere usate da sole o in combinazione. Alcune combinazioni, come per esempio ACE-inibitore + diuretico o ARB + diuretico sono in commercio in associazione in una unica compressa, per migliorare la compliance del paziente. Terapia non farmacologicaTutti i pazienti affetti da ipertensione arteriosa dovrebbero essere incoraggiati a modificare lo stile di vita indipendentemente dalla necessità o meno di terapia farmacologica . I principali interventi non farmacologici da consigliare al paziente iperteso, che si sono dimostrati in grado di ridurre i valori tensivi, ma anche di garantire effetti benefici nei confronti di altri fattori di rischio cardiovascolare, come il diabete mellito, l'obesità, la dislipidemia sono:
Fonte: Wikipedia |
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